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Libri a grandi caratteri

C’è un progetto letterario stampato a grandi caratteri per facilitare la lettura agli ipovedenti creato dalla penna curiosa di Michela Pezzani, giornalista del quotidiano L’Arena di Verona e scrittrice che come un marinaio armato di binocolo scruta l’orizzonte alla ricerca di eventuali pericoli per  l’equipaggio, cerca nuovi approdi  e naviga a vista nel mare della scrittura creativa e delle diverse abilità.  Si chiama  Liberdade  e prende il nome dall’omonimo veliero costruito nell’ 800 dal  navigatore Joshua Slocum il quale compì l’epica impresa di oltrepassare in solitaria la barriera corallina… come dire “Ci sono mondi da esplorare, cose da raccontare, pregiudizi da sconfiggere, valori da riscoprire, sogni da condividere, ricordi da preservare, ostacoli da oltrepassare, persone da incontrare, tradizioni e punti di vista da rispettare, strade  nuove da percorrere, amici da chiamare, mille cose ancora da imparare”.  Vedere oltre è il leit motiv dell’iniziativa e sono quattro in libreria i  primi titoli  della collana edita da Litografica ZeroTre e tenuta a battesimo dal cantautore  Nanni Svampa, da sempre sensibile con la sua arte al mondo dell’handicap.  I titoli: “Vederti - Un racconto di grande carattere”. “La campana sommersa. Non solo un romanzo”, con prefazione della chansonnier Grazia De Marchi. “Ganda. Il volo del rinoceronte” e "Gli occhi verdi. Una fiaba sull’arte di vedere”, con nota di Vittorino Andreoli. Trame avvincenti e personaggi bizzarri. Gli occhiali magici di un’apprendista funambola e del suo maestro. Un veliero costruito in cima ad una montagna. La rocambolesca ricerca di un  antico bronzo della fonderia Cavadini di Verona affondato nel Tirreno. Un magico angelo “diverso” che vuol essere uomo tra gli uomini.
“Dare voce alla gente che non ha voce,  rompere il silenzio, parlare di  vicende che di solito sono  sottovalutate e scuotere quella certa staticità che nel quotidiano  spesso ci minaccia. Avere coraggio,  apprezzare il differente, saper sorridere, trarre insegnamento da  piccole storie popolari che si rivelano grandi, riuscire ancora a stupirsi di fronte alla naturalezza” racconta l’autrice,  ferrarese, laureata in Materie Letterarie, residente da anni  a Verona e che  sulle pagine del nostro quotidiano si occupa frequentemente di  tematiche sociali e culturali legate all’handicap tra cui la disabilità visiva, sia prima che dopo essere diventata anch’essa ipovedente a causa di un grave episodio di malasanità che non le ha fatto tuttavia perdere il coraggio di vivere.“La gioia dello scrivere nasce in me da questi input  unita al desiderio di   aprire un dialogo con il lettore   e condividere con  lui il fascino della scoperta. Il quotidiano, la Storia. Il presente, il passato, i polverosi scaffali delle biblioteche,  i cassetti segreti, i luoghi abbandonati, le  foto ingiallite,   le terre vicine o lontane,  le case e le stanze della gente, i mondi a parte. Perché ogni persona vale una storia da raccontare”.

Articolo pubblicato su Vita Vera
 

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