Ricordo ancora a memoria alcune strofe sul
pelìde Achille sebbene abbia fatto solo fino alla quinta
superiore che però non ho finito perché è scoppiata la guerra.
Me la cavavo bene in tutte le materie e compresa un’ imbastitura
di latino, mi è pure servita l’infarinatura di francese utile
quel tanto che è bastato poi per capir e farsi capire quelle
volte che siamo andati in Francia.
Sono uno, un sognatore, che ha sempre
lavorato duro, che ha macinato sulle strade migliaia di
chilometri, visto un sacco di posti, che non ha rimpianti. Ho
fatto il mio dovere senza mai tirarmi indietro per il bene dei
miei cari, ma quando immagino chi tiene la penna e racconta
storie, romanzi, racconti, poesie, penso a quanto sarebbe
piaciuto anche a me scrivere, io che sono sempre stato una
spugna ed ho assorbito, assorbito le confidenze di tutti e nella
vita ho avuto invece la fortuna di saper raccontare a voce quel
po’ di cose che ho imparato strada facendo e l’esperienza mi ha
insegnato ricambiando la mia voglia di comunicare, conoscere,
ascoltare, ascoltare gli altri, le loro confidenze, le loro
gioie e dolori, i loro progetti, le loro canzoni preferite che
poi ho suonato con la fisarmonica, i loro consigli, le
tradizioni e a volte anche le loro sciocchezze o i loro sfoghi
che però non ho mai giudicato o tanto meno sminuito, ma
semplicemente… come dire… ascoltato per farne tesoro senza
tuttavia imbavagliare quella vena di umorismo che mi son sempre
ritrovato a condire il parlare .
Quante volte ho
riflettuto fra me e me, io che prima sono stato camionista per
la ditta di mio padre e poi per anni ho fatto il commerciante di
combustibili liquidi. Kerosene e gasolio “Quanti certificati di
provenienza H ter ho compilato nella mia vita!”. Ogni volta che
dovevo consegnare un rifornimento ad un condominio, un privato,
una ditta o che altro, secondo le disposizioni dell’Utif,
l’ufficio tecnico sulle imposte di fabbricazione di Via
Contrari, l’autobotte non poteva uscire dal cortile senza che
avessi messo nero su bianco sugli stampati filigranati modello
16 tutti i dati inerenti la provenienza e la destinazione del
prodotto e premendo ben bene in stampatello e in corsivo con la
Bic, in triplice copia sui moduli sottili in mezzo ai quali
mettevo accuratamente, tra una velina e l’altra, la carta
carbone.
Tua cugina
Donatella ha trovato nello scantinato di casa sua, che è quella
in cui sono nato il mio libro di religione delle elementari che
ha dato a tua sorella Oriana la quale a sua volta lo ha dato
alla mamma e come puoi vedere dall’autografi che ho fatto nella
prima pagina, fin da piccolo ho avuto una calligrafia chiara,
grande e tonda, fiorita come la tua, un po’ marcata, con le
iniziali panciute e le lettere delle parole ben proporzionate
come puoi vedere anche sul quaderno dei clienti che sta su in
soffitta dentro al cassetto della scrivania su cui sono segnati
a mano in ordine alfabetico per cognome le generalità di tutti i
clienti del deposito. Quel quaderno lo so che ti piace tanto ed
è perché raccoglie in bella scrittura nomi di battesimo molto
strani come è tradizione nel ferrarese: Anassagora, Egloge,
Tolmina, Eolo come il dio del vento solo per dirne alcuni.
Ognuna di quelle persone ha una storia che valeva la pena di
essere ascoltata, raccontata ed anche se non sono scrittore
credo di averlo fatto ogni volta che ho incontrato quella gente.
Ho visto che
cercavi lo strumento e ti dico che ho scritto degli appunti su
tre foglietti, uno a quadretti e gli altri due bianchi,
strappati alla meglio da qualche blocchetto preso lì nel
corridoio sulla mensola del telefono prima che mi dimenticassi.
Sono i titoli di una ventina di brani tra cui La vie en rose,
Piemontesina bella, la Cumparsita, Vorrei danzar con te, Parlami
d’amore Mariù, C’è una strada nel bosco, Vecchio scarpone,
Giardino in fiore, La Palma, Amapola, Romagna mia.
Sono lassù in
mansarda dentro alla valigia della Soprani e tanta è la passione
per la musica, da tutti condivisa in famiglia e specie da voi
Michela e Annamaria, che a modo mio sono anche quelle le
novelle che ho scritto e per giunta con tutte e due le
mani, la destra sulla tastiera e la sinistra, quella del cuore,
sui bottoni dei centoventi bassi a cercare gli accordi giusti
per stare bene, da suonare per amore, per voi e in compagnia
degli amici, per essere felici.