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Edizioni : Bertani Verona
Anno: 2000
Esaurito

..."Il mulo si abbreverava al lavatoio e rannicchiato dentro l'albero cavo il puparo con il tatuaggio a lucertola sul polso destro contemplava il veliero mentre il riverbero pallido di settembre gli faceva brillare l'incisivo d'oro...su un taccuino dalla copertina nera, con un lapis passato prima un paio di volte sulla lingua bagnata di saliva scrisse con calligrafia infantile Non siamo poeti  / ma restauratori di tele / affinchè le nostre confuse immagini non debbano svanire / Se il placebo è un arcangelo con due ali sul dorso / l'ho incontrato / per strada stanotte / appoggiando un mirtillo tra i denti / quando il sugo dei boschi ho strappato / quel che dalla lingua al cuore scende / e con occhi di ape / ad Omero ridona la vista"...
 

 
Risvolto di copertina di Giorgio Bertani

Particolare del quadro di Antoine Watteau :"L'IMBARCO PER CITERA" 1717.Michela Pezzani è ferrarese d’origine e cittadina di questo piccolo mondo. Le radici “etrusche” del suo romanzo breve sono l’ideale, la forza di volontà, la solidarietà, l’entusiasmo, la pace, l’amicizia, l’amore, i sensi. Ma perché nasce questo libro? Aldo e Oberdan, il nonno e il padre della scrittrice, nella casa natale di mattoni rossi in riva al Po di Volano, il canale ancora solcato dalle lente e pesanti chiatte dirette verso le Valli di Comacchio, le hanno insegnato che una storia è come il motore di un camion: il meccanico prima lo smembra sul bancone dell’officina, poi lo ricompone pezzo per pezzo con le mani nude unte d’olio per rimontarlo sul telaio dell’idea. Il mestiere dell’autrice ? Ieri insegnante, oggi lo scrivere. Da quindici anni a Verona, ma sembra legata a filo stretto alle magie nebbiose e sanguigne dell’estense città di pianura dove ha vissuto infanzia e giovinezza e si è laureata in Materie Letterarie, si occupa di cultura e di spettacoli sulle pagine del quotidiano L’Arena, ma anche di cronaca, perché la cronaca è vita e ha bisogno di essere narrata. La fiaba ecologica Gli occhi verdi, che fa ricordare, come dice qualcuno, le atmosfere orientali della Seta di Baricco, sarebbe piaciuta al “principe dell’utopia” letteraria Eduardo Galeano e al Fitzcarraldo del fotogramma. Se l’”eroe” Particolare del quadro di Antoine Watteau :"L'IMBARCO PER CITERA" 1717.controcorrente del regista Werner Herzog fa l’impossibile per trasportare una nave in cima ad un’altura amazzonica, al contrario il falegname, contadino, tessitore di reti e allevatore di capre Odino, nipote di un carpentiere e disegnatore di carte nautiche e mappamondi alla maniera dei vecchi mercatores, dal paesino dell’Appennino tosco - emiliano a novecento metri d’altezza vuole portare a valle il vascello costruito in un decennio di duro lavoro. Silenzi, azione, speranza. L’avventura straordinaria degli “eremiti” Odino e Maria Isabella si condensa in un bosco secolare, simbolo dell’Eden perduto e ritrovato i cui alberi vibranti sono canne d’organo. Le note della suite Bergamasque di Claude Debussy e del Concerto per clarinetto e orchestra di Mozart fanno da controcanto al coro della natura e l’obiettivo del moderno Ulisse, a cui il caso o l’Onnipotente scarica addosso un’insolita deformazione della vista “come un effetto di gocce d’acqua sul vetro”, è riuscire a far navigare la colossale imbarcazione prima nel fiume Reno che attraversa la fiabesca terra porrettana al confine tra Emilia Romagna e Toscana e poi nei mari. Maria Isabella, affascinante figura, ideale compagna di viaggio e fedele Penelope, cuce a mano le vele, veglia le peripezie del marinaio e lo nutre, ma un destino rabbioso e singolare soffia sulla Particolare del quadro di Antoine Watteau :"L'IMBARCO PER CITERA" 1717.apparente tranquillità della narrazione come il vento sulle braci, fino al colpo di scena finale. Malattia, pentagrammi, pittura, resurrezioni. Nella calma del vivere non consumistico, nel non assoggettarsi alle consuetudini, lo scalpello della parola scava e restituisce il volto delle origini. Tutto diviene forma artigianale. L’impossibile diventa possibile se si abbraccia il sogno, quello che arriva a costruire le cose, insieme, le fa muovere e strappa il sipario dell’ottusità per cercare la non grettezza e all’orizzonte forse il Mondo Nuovo…camminare in salita e in discesa, una luce in lontananza nella notte, un anello d’argento smarrito e ritrovato, i portolani di Colombo e Magellano, gli uccelli, un quadro di Watteau, il colloquio con gli animali, ruscelli, sorgenti, una carezza, stringersi, la passione, la pioggia. Questo è un raccontare non stantio, che fa pensare. E tu che leggi sei narratore e come tale potrai scoprire tra poco, di Michela Pezzani, un nuovo romanzo con protagonista il giovane Wolfgang Amadeus Mozart.

 

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