Costruire
un veliero a novecento metri di altezza sull’Appennino
Tosco Emiliano per trasportarlo , poi, a valle e
farlo navigare può sembrare una vera pazzia
più che un’insolita scommessa. La storia
di Odino e Maria Isabella, così come viene
narrata dalla Pezzani, assume il sapore di una favola
che si manifesta con naturalezza anche quando sembra
raccontare vicende improbabili, venate da un pizzico
di magia.
Maria Isabella, nel cucire e vele, dà senso all’utopia
e segue fiduciosa l’opera di Odino. La straordinaria vicenda
vissuta dai due a contatto dalla natura, tra attrezzi e carte geografiche,
si nutre di sogni coltivati a lungo con ostinazione; è una
storia d’amore che sfugge alla piattezza del quotidiano per
sfidare insieme l’avventura. Il veliero diventa simbolo di
libertà in un viaggio dei due personaggi dentro se stessi,
in una ricerca interiore per cogliere i valori essenziali della vita,
fuori dai luoghi comuni e dalle mode della società consumistica.