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Marzo 2000

di Sante Medri

Costruire un veliero a novecento metri di altezza sull’Appennino Tosco Emiliano per trasportarlo , poi, a valle e farlo navigare può sembrare una vera pazzia più che un’insolita scommessa. La storia di Odino e Maria Isabella, così come viene narrata dalla Pezzani, assume il sapore di una favola che si manifesta con naturalezza anche quando sembra raccontare vicende improbabili, venate da un pizzico di magia. Maria Isabella, nel cucire e vele, dà senso all’utopia e segue fiduciosa l’opera di Odino. La straordinaria vicenda vissuta dai due a contatto dalla natura, tra attrezzi e carte geografiche, si nutre di sogni coltivati a lungo con ostinazione; è una storia d’amore che sfugge alla piattezza del quotidiano per sfidare insieme l’avventura. Il veliero diventa simbolo di libertà in un viaggio dei due personaggi dentro se stessi, in una ricerca interiore per cogliere i valori essenziali della vita, fuori dai luoghi comuni e dalle mode della società consumistica.

 

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